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Trasporto Sanitario

Trasporto sanitario gratuito: quando spetta e chi lo paga

Quando il trasporto in ambulanza è gratuito con il Servizio Sanitario Nazionale, quando è previsto un ticket e quando la spesa resta a carico della famiglia. Esenzioni, dialisi, dimissioni e differenze tra Regioni.

17 settembre 20269 min di lettura
Ambulanza del servizio sanitario davanti all'ingresso di un ospedale durante un trasporto programmato

Quando il trasporto sanitario è davvero gratuito

Il trasporto sanitario gratuito esiste, ma riguarda casi precisi. È sempre gratuito il soccorso in emergenza-urgenza richiesto al 112/118: chi chiama per un'emergenza non paga il mezzo, indipendentemente dal reddito. Sono inoltre a carico del Servizio Sanitario Nazionale i trasferimenti disposti dall'ospedale tra due strutture pubbliche quando il paziente è ricoverato: in quel caso il trasporto fa parte del percorso di cura e non viene addebitato alla famiglia.

Fuori da queste situazioni la regola cambia da Regione a Regione. Le aziende sanitarie locali stabiliscono con proprie delibere quali trasporti sono garantiti, per quali categorie di pazienti e con quale eventuale compartecipazione. Le informazioni ufficiali si trovano sul sito della propria ASL e sul portale del Ministero della Salute.

I casi più frequenti di gratuità o esenzione

Le situazioni in cui molte Regioni prevedono la gratuità o una forte riduzione del costo sono tipicamente quattro: i pazienti in trattamento dialitico, che hanno diritto al trasporto programmato per dialisi verso il centro dialisi con cadenza settimanale; i pazienti oncologici in radioterapia o chemioterapia; le persone con invalidità civile riconosciuta al 100% o con indennità di accompagnamento; i pazienti non deambulanti e non trasportabili con mezzi ordinari, con certificazione del medico curante o dello specialista.

In tutti questi casi la gratuità non è automatica: va richiesta prima, presentando all'ASL il certificato del medico che attesta la non trasportabilità con mezzi comuni e la documentazione dell'esenzione. Senza autorizzazione preventiva il trasporto viene fatturato e non è rimborsabile a posteriori.

Quando il trasporto resta a carico della famiglia

Nella maggior parte dei casi pratici, però, la famiglia deve organizzarsi da sola: la dimissione ospedaliera con rientro a casa in barella, il trasferimento verso una RSA o una casa di cura privata, l'accompagnamento a una visita specialistica privata, il trasporto a lunga percorrenza da una regione all'altra per ricongiungere un parente anziano. In queste situazioni interviene l'ambulanza privata o il taxi sanitario, a seconda che serva o meno la barella e l'assistenza sanitaria a bordo.

Va detto chiaramente: chi promette un'ambulanza privata gratuita sta comunicando in modo scorretto. Il servizio privato ha un costo, che noi indichiamo sempre con un preventivo scritto prima della partenza. Ciò che è gratuito è il preventivo, non il trasporto.

Detrazioni, rimborsi e polizze

Anche quando il trasporto è a pagamento esistono tre strade per ridurre la spesa. La prima è la detrazione fiscale del 19% sulle spese sanitarie: serve fattura intestata a chi sostiene la spesa e pagamento tracciabile. La seconda è il rimborso da parte di polizze sanitarie, fondi integrativi e casse professionali, che spesso coprono il trasporto in ambulanza dopo un ricovero: conviene chiedere alla compagnia prima del servizio quali documenti servono.

La terza sono i contributi comunali e i servizi di trasporto sociale attivati dai Comuni, dalle associazioni di volontariato e dai piani sociali di zona, pensati per anziani soli e persone con disabilità: coprono soprattutto visite e terapie ricorrenti, con mezzi non sanitari.

Come capire subito quale strada seguire

Il modo più rapido è partire da tre domande. Il paziente è ricoverato e il trasferimento è disposto dall'ospedale? Allora è a carico del SSN. Il paziente ha un'esenzione per dialisi, oncologia o invalidità e il trasporto riguarda una terapia ricorrente in struttura pubblica? Allora va chiesta l'autorizzazione all'ASL. In tutti gli altri casi, serve un servizio privato: possiamo indicarti in pochi minuti se basta il taxi sanitario o un servizio di accompagnamento disabili, oppure se serve l'ambulanza con barella.

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Domande frequenti

Il trasporto in ambulanza dall'ospedale a casa è gratuito?

Di norma no. La dimissione verso il domicilio è a carico della famiglia, salvo che l'ASL abbia autorizzato il trasporto per un paziente non trasportabile con mezzi ordinari o con esenzione riconosciuta. Il trasferimento tra due ospedali pubblici durante il ricovero è invece a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Chi ha diritto al trasporto sanitario gratuito per la dialisi?

In molte Regioni i pazienti in trattamento dialitico hanno diritto al trasporto gratuito o rimborsato verso il centro dialisi. Va richiesta l'autorizzazione preventiva alla ASL con la certificazione del nefrologo: le modalità e i massimali variano da Regione a Regione.

Esiste un'ambulanza privata gratuita?

No. Le ambulanze private sono un servizio a pagamento: la gratuità riguarda solo l'emergenza 112/118 e i trasporti autorizzati dal Servizio Sanitario Nazionale. Quello che offriamo gratuitamente è il preventivo scritto, comunicato prima del servizio e senza costi nascosti.

Il trasporto sanitario si può detrarre dalle tasse?

Sì, rientra tra le spese sanitarie detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi, a condizione di avere la fattura intestata a chi sostiene la spesa e di aver pagato con mezzi tracciabili (bancomat, carta o bonifico).

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